Il danno è fatto dico io.
Tornare indietro non si può perciò cerchiamo di andare avanti come si può.
Era un po’ di tempo che ci pensavo a questa cosa di aprire un blog,ma forse serviva davvero una cosa straordinaria per darmi questa spinta.
Fatto sta che c’è stata e se avrete la pazienza di seguirmi vi spiegherò anche cosa è stato.
Pensavo di essere abbastanza corazzato ormai per le emozioni che nascono dalla musica.
Quando una mail mi ha detto che sarei dovuto in una parte d’Italia non credevo sarebbe stato così.
Per le cronache il video dei Tre allegri ragazzi morti si è girato a terni tra il 23 e il 24,ma per me è stato un giorno solo.
Un momento che è durato tanto,dove ho ritrovato cose che pensavo perse.
Cose che provavo ormai così poco spesso che pensavo che qualcuno o qualcosa le avesse portate via.
Crescere succede a tutti,ti lasci sempre qualcosa dietro,irrimediabilmente il modo di vedere le cose.Alle volte tu vorresti tenerlo il tuo modo di vedere il mondo,ma il mondo non si fa vedere così.
Vedi che tutto dentro allo schermo piccolo diventa piatto,quasi che non conti più nulla se non apparire lì,essere da qualche parte dove ti vedano.Non hai più amici,trovi solo colleghi.Che tutto si fa per qualcosa.
Va a finire che qualcosa lasci per farti una corazza contro tutte queste cose...
Certi giorni alzarsi è facili altri no.E se non vedi il sole da troppo tempo succede che forse non sai più se c’è.
Poi ti capita che stai per partire,con uno zainetto.E sei solo,non sai cosa farai,però vai perché per sapere di non essere ancora troppo perso ogni tanto devi fare cose stupide.
Capita che arrivi in un posto per strade più lunghe,che arrivi più allegro.
E quando sei lì pensi che caspita si è pur sempre lì per fare cose che vanno nello schermo piatto,che ci girano sempre soldi,che chi è lì suona sempre su un palco più alto di te.
Che chissà se sono carino,vado bene,passo il test,buco lo schermo.
E qui invece trovi quella luce che per un attimo ti ferisce.Sei fuori dalla caverna e ti senti l’aria diversa,per un attimo tieni lo sguardo basso ma piano lo risollevi e ti trovi lì.
Nei posti dove stavi da piccolo,dove mica dovevi chiedere la felicità ad una macchina o al tuo posto nella società.
Ti capita che salti e balli,che stai sveglio di notte,che poi ridiventa giorno.
Buona la prima,rec,ciak,ti gira tutto attorno ma mica ti passa attraverso come le altre cose....
Ti si attacca alla pelle,ti va dentro fino nel sangue ed inizia a girare.
E sulla faccia ti si stampa quel sorriso che hai quando d’estate c’è una pioggia leggera e tu giri in bici,per sentire l’effetto che fa.
E se ogni tanto quei sorrisi ebeti li cancelli,li tieni sotto perché hai paura che gli altri ti dicano qualcosa,qui girandoti vedi solo quel sorriso.
Lo vedi pure da sdraiato sotto quelle maschere.
E allora poi succede che torni dentro alla machina,pensi a tutta la malinconia che dovrebbe venire su da sola perché è finito qualcosa.
E invece no,bastano due corde e il sorriso torna,basta girare un attimo e hai nuovi amici a ricordartelo.
Che ci sono tre ragazzi che quando sei un po’ giù ti ricordano che si possono ancora seguire i sogni anche se la fuori è un mondo duro.
E se ci si stringe un po’ forte tra noi magari il mondo non entra o se entra non fa molti danni.
E così sai che dietro le nuvole più scure il sole brilla sempre alle volte devi solo andartelo a cercare.
Tutti grazie sono già comparsi su mille blog,che hanno saputo dire le cose meglio di me.
Chi c’era non ha bisogno di grazie,perché ce la portiamo tutti dentro la ricompensa per i sacrifici.
E se non lo vediamo ora verrà fuori quando ci servirà.
Takk...