venerdì, 30 novembre 2007
Ecco,stamattina sono felice.
Non è proprio un felicità che proviene da qualcosa,è più qualcosa che ho trovato.
Sì perchè settimane lontano dalla mia piccola provincia alle volte servono.Vedere le grandi città,come novello Pozzetto,perso tra metropolitane e coincidenze da prendere...
Che mi piace sempre a me girare,vedere posti diversi,ma alla fine mi manca sempre il mio pezzo di fiume.
Oggi è una di quelle giornate con un limpido innaturale,col sole e quel freddo che in bici ti tiene vivo,ti fa male quasi tanto ti tiene vivo.
Ecco,io a tornare e rifare le mie cose semplici,andar a vedermi la pizza,il ponte,ecco tutto questo a me alla fine fa felice.

dimenticavo,ora è ufficiale.
Stamattina ho mandato soldi alla w.a.s.t.e,carta,forse addirittura bit  di una transazione,loro tra un pò mi rimanderanno carta,che è simile a quella del denaro.Poi però con quella carta vado in un posto,fatto di mattoni,dentro ci sono persone,5 di Oxford,che suonano.Da tutta la materia precedente verranno fuori canzoni.
Che se ci penso l'ultima volta che li ho visti avevo appena fatto la matura,la volta dopo a Budapest ero stato tragicamente scaricato,questa volta avrò finito le lezioni universitarie...Insomma ogni volta che arrivano ci son robe che ti segnano,o anche no.Perchè alla fine ste cose le ricordo,ma ricordo più chiaramente il concerti....

WordsRadioheadTickets
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venerdì, 30 novembre 2007
Il 18 di un mese con la .
Ho già scritto la data nel mio diario
Attendo,ed è una attesa che ha un sapore dolcissimo
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giovedì, 29 novembre 2007
Ecco dunque come che la settimana appena passata è passata.
Di solito sarebbero necessari nomi,cognomi,durate,distanze,tariffe,cose insomma che testimonino che noi effettivamente l'abbiamo fatte tutte queste cose.Qui purtroppo mancano.

Così si è deciso che si partiva per quel di Milano,che è un viaggio lungo in macchina,e quando pensi di essere arrivato ecco che...tac,ti ritrovi a Milano IN MACCHINA!
Sono le sette e un pò e l'atmosfera nell'auto si surriscalda,la Co2 milanese inizia a filtrare e noi temiamo di essere irrimediabilmente persi.
Per fortuna nella vita ci si può sbagliare.
La domanda a questo punto potrebbe essere:perchè Milano?
Non che le precedenti trasferte non fossero state divertenti,ma questa volta c'era di più.
Si era in quel di Milano per due concerti:Gogol Bordello e The Nationl,più alcune mostre.
La prima sera Gogol Bordello,una band a mio avviso fantastica.C'era infatti nell'aria quella vaga sensazione,da parte dei miei compagni di viaggio,che sarebbe stata una delusione.Che sì il disco è carino,ma alla fine vuoi che siano così dal vivo....E sì,dal vivo sono così se non di più,pura energia,quel vecchio sano esser punk,del suonare a petto nudo,con la sua chitarra folk e i violini,e quel clima da film di Kusturica...Non mi hanno tenuto fermo per tutta la sera.
Ora affrontare il giorno dopo sembrava ben impresa da poco.
Si trattava della mostra di Lynch(di cui non parlerò,si vede e basta.)qualche altra cosa e poi di National.
D'un tratto però la situazione,la mattina successiva,non è sembrata più così luminosa.Tutt'altro.
Mi permetto ora di dire la mia personale opinione su fato e destino e casualità.
Dicesi caso se,abitando nel medesimo agglomerato cittadino di media dimensione,una sera ci troviamo a vedere lo stesso film,ci troviamo nello stesso bar o cose così.Questo è più che normale,capibile e non merita scervellamenti di nessun tipo.
Tutt'altro è se tu prendi,vai in un altra città,a vedere un gruppo ai più ignoto,e scopri che pure lei è lì.
A quel punto ho aspettato che piovessero rane.Perchè certe cose secondo me ce le abbiamo nel dna,non succedono così,c'è altro dietro."Sembra strano ma è successo"
Ecco a me è sembrato stranissimo,anche perchè non si trattava di un concerto qualsiasi.I National(che se mi posso permettere raccomando,che tanto per dire che belle personcine sono,finito il concerto il cantante si è preso una birra con me)fanno un genere che ti entra dentro,che scava,che parla di storie che magari ti è capitato di vivere,che hai visto vivere attorno a te.
E così,ritrovaci proprio lì,lontani da casa,con quella musica nella stessa stanza mi ha fatto un effetto stranissimo....Che quando ascoltavo Fake Empire  nella mia testa,velata e nascosta,c'era pure la sua faccia e pensavo,questa sarebbe stata una di quelle canzoni che le piacciono.Ecco,questo per dire che è stato un caso incontrarci lì è dannatamente ridutivo.
Anche perchè,nell'instaurare quella specie di dialogo per il pubblico pagante,un insieme di ovvietà e frasi d'ordinanza,salta fuori che lei era stata a Roma il week precedente,mentre io ci andavo quello dopo....
Ecco quindi che il successivo ritorno,il successivo tutto ha assunto contorni meno definiti,mattine presto e sere tardi nel letto a pensare..a cosa non lo so,ma a pensare...
Che poi diciamo,la sosta a cambiare i vestiti e si è partiti per Roma.3 giorni vecchio stile,con il mio fido compagno di battaglie in giro a far zingarate,a bere birrini come avessimo ancora 16 anni.A mostre spettacolari.Infatti al palazzo delle esposizioni hanno avuto la meravigliosa idea di mettere 3 mostre:
Rothko,Kubrick e Cerioli.
A parte quest'ultimo,a cui la mia goffaggine e scarso equilibrio hanno rischiato di mandare in fumo tutte le sue installazioni,le altre due sono state molto belle.
Quella di Rothko in particolare,una passeggiata tra tutte le sue opere,dagli inizi fino agli ultimi quadri,con questo spazio dilatato,tele grandi come una persona,perchè come diceva lui,se si deve creare un opera tua,ci devi almeno stare dentro.
La Mostra su Kubrick invece,lungi dall'essere paragonabile a zio David,era una raccolta di tutti i materiali dei suoi film,copioni,obbiettivi,costumi...Diciamola tutta,quella di Shining l'ho passata un pò in fretta..
L'unica nota negativa è che la sorveglianza è un manipolo di ex generali del KGB che se solo provi a tirar fuori il cell ti vengono a chidere gentilmente di metterlo via...Sicchè non sono riuscito a fotografar nemmeno il Kit di sopravvivenza dei militari dell'aereo del Dottor Stranamore.
Si è poi ritornati qui.Da dove si era partiti.Con tutte le incombenze del mondo che si sono accumulate sul tavolo e ora si farà fatica a smaltire.Ma pazienza,anche la birra bevuta si fa fatica a smaltire.

Che in tutto questo comunque,io aspetto ancora che cadano rane.Metto la coperta azzurra sopra al vetro,e guardo riflesso nella tv spenta il panno e aspetto...Che dovrà pur succedere qualcosa da un momento all'altro....
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mercoledì, 28 novembre 2007
Ecco,sì...
La settimana scorsa è stata decisamente frenetica,ilare per non dire Gipsy.
Me la sono divertita parecchio tra Milano Roma,un giro culturale per l'Italia,con musiche e storie nuove,per poi tornarmene a casa.
Come immaginavo il mio corpo non ha retto l'emozione,e ieri si è letteralemente surriscaldato sentendo la mancanza di tuttti i divertimenti della settimana scorsa.

Che io glielo spiego al mio corpo,purtroppo la vita non è tutta girovagare cantare e bere.
Lo fai una settimana o un anno, ma poi ti fermi....
e sono cazzi...
A breve posterò un breve diario di quei giorni..Se non altro per mostrare che quando dico che MAgnolia è tra i più bei film mai girati,poco mi sbaglio..

Torno al tepore dei miei 38 gradi centigradi
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venerdì, 16 novembre 2007
" Che senza di lei io semplicemente crollo"

Che detto così,fuori luogo o fuori tema,lo so,nessuno ci presterebbe caso.
Ma forse è perchè nessuno l'ha mai capito bene Luca.Io non è che lo capivo molto,ma capivo cosa sentiva,e per uno che aveva fatto delle leggi della statica e della dinamica le sue maestre era semplicemente la verità.

Che Luca a vederlo era uno strano.
Dire che era magro era un eufemismo.Luca era scavato,era uno di quelli che diresti con 12 kg in più sarebbe normale,invece quei 12kg di troppo se li era bruciati,mangiati,a lui che non riusciava a stare mai fermo e piaceva tanto correre.A voler fare un paragone Luca era magro come sono magri e scavati quegli alberi nodosi,che se ne stanno solitari su una collina,con la bruma sotto.Che se Luca lo vedevi in contro luce ti sembrava un palo,che forse,ti veniva da pensare,aveva veramente bisogno di qualcosa che lo tenesse sù,che al prima soffio di vento poteva venir giù.
In realtà Luca aveva imparato ad esser albero nodoso,aveva adottatto la tattica che usano gli alberi per resistere al vento della vita.Luca li sapeva i segreti dell'equilibrio,e quindi come gli alberi lasciava cadere tutto.Si teneva solo quelle due tre cose,un sogno o un ramo che andassero un pò verso l'alto,che bastavano.Così quando il vento soffiava forte,su Luca il vento non soffiava,passava.Non c'erano punti dove potesse spingere.Questo era l'equilibrio di Luca.
Era questo il segreto di Luca,come lui si muoveva per il mondo,senza lasciarsi nessun punto dove il resto potesse spingere.Lo vedevi frenetico,fare 2 cose per volta,fare più di tutti,e alle volte era così veloce che proprio non avresti saputo in che punto andare a spingere.
Sia chiaro,nel caso in cui lo volessi far cadere.

Che insomma Luca,anche nelle peggio situazioni in cui si era messo(da quando tornava dal Lago ubriaco,a quando si trovava in terre straniere senza soldi)ce lo trovava sempre il modo di uscire.Per questo molti forse non ci badavano quando diceva che crollava,che lui non ce lo aveva più quell'equilibrio.

Perchè sì,Luca lo sapeva,quando l'aveva conosciuta aveva capito di fare un errore clamoroso.Ma l'aveva fatto,aveva iniziato a  contare.Era come un bambino che ha paura del buio che si chiude in camera.E' terrorizzato,inizia a contare,sa che la paura non se ne andrà ma vuole vedere fino a quando riesce a durare.Perchè Luca che correva sempre e lasciava tutto indietro con lei si era fermato.E aveva deciso di appoggiarsi,ci aveva messo tutte le sue radici.Che se le ricordava ancora le leggi della fisica certo,che lo sapeva che quello non era il modo giusto di stare in piedi, ma aveva deciso cha anche se non era giusto scientificamente era giusto per lui farla diventare il suo appoggio.Nessuno se ne era accorto,ma Luca era entrato,al buio,e aveva iniziato a contare...Ci sarebbe stato il giorno,preciso,con data e ora regolate secondo un fuso.Doveva solo aspettare,e sperare diceva lui..."che i numeri son tanti da contare,alle volte finiamo prima noi".
Perchè anche se nessuno se ne era accorto Luca sapeva già tutto, ma non gli importava,voleva solo restare lì,appoggiato a lei,con il suo equilibrio instabile,ad aspettare che il mondo facesse quello che doveva fare.

Che si sapeva,alla fine i conti arrivano sempre,ma Luca era sempre più furbo per tirare fuori pure due amari prima di pagarlo il conto.Che alla fine i giorno era arrivato,che Luca lo aveva capito subito.Si era segnato data e ora per la Storia,che a lui in realtà gliene importanva na sega della storia.Mentre lei si avvicinava per parlargli lui aveva già iniziato a sentire nelle sua testa le sue parole.Andava fuori tempo(un pò come loro,che quando stavano insieme erano già dove volevano,senza parlarsi ma solo ridendo).
Nel giro di pochi secondi,lui che aveva sempre avuto a credere che lei fosse la sua più bella cosa mai successa,aveva deciso di provave l'impossibile.
Quando nella sua testa lei aveva finito di parlare,aveva fatto i conti,gli restavano ancora venti secondi buoni prima che lei smettesse di emettere parole.E allora in quei venti secondi si era stampato tutti i suoi più bei dettagli,i minuscoli movimenti della sua bocca(Che sulla mistica abilità di come lei riuscisse ad accartocciare,sì proprio accartocciare,le labbra di un broncio e farlo diventare un sorriso avrebbe voluto scriverci dei libri e dei trattati),il movimento dei suoi occhi,il suo respiro.
Poi lei aveva finito di parlare,e si era semplicemente(come in tutte le cose più brutte)girata ed avviata verso la porta.Ed è qui che Luca,che ne sapeva di fisica,ha provato l'impossibile.
Che l'equilibrio è anche la situazione in cui tu stai al minimo della tua energia potenziale,che la stabilità pone sempre problemi agli alti traguardi.
Si era semplicemente messo faccia a terra(lui che aveva passato i giorni suoi più belli a guardare Just dei Radiohead dal dvd che lei gli aveva regalato)e aveva guardato le suole delle sue scarpe ,da sotto la fessura della porta,allontanarsi.
Avrebbe continuato a guardare sotto quella minuscola lama di luce,ad aspettare che lei tornasse.Per dirgli che qualsiasi cosa era successa non importava,che per lui il mondo si era fermato in quell'istante.Per terra si era accartocciato,proprio come il suo broncio,mettendosi le ginocchia strette sotto il mento,in una posizione fetale,come fosse nello spazio profondo.Avrebbe aspettatto che lei tornasse a riaprirlo,a sciogliere le sue dita intrecciate,a srotolarlo come un tappeto.
Questo era l'impossibile,il modo che aveva scelto Luca.Che se anche da sotto quella fessura passavano le bollette,che se i suoi capelli e la barba crescevano,che se cambiavano le mode,che se i suoi gruppi preferiti si scioglievano,lui stava lì ad aspettarla.Aspettave che tornasse ad aprirlo come il regalo di Natale.Che tutto poi sarebbe allora ripartito da lì,dal minimo della sua energia potenziale.


Il problema vero,per Luca che conosceva la fisica ma meno conosceva il mondo,è che tutto il resto non era d'accordo con lui.Le cose del mondo non si sarebbero fermate per lui,le bollette che passavano da sotto la fessura si sarebbero dovute pagare lo stesso,che i suoi vestiti e la sua barba,piene di polvere,sarebbero dovute andate adattete e rimesse a nuovo coi nuovi standard.Allora Luca capì che era tardi,che il Mondo,quando provi a fare delle cose impossibili,mica ti aiuta.
Che lui l'aveva capito....ma era solo così che poteva farlo.
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categoria:storie
mercoledì, 14 novembre 2007
I giorni sotto questo cielo bianco passano,si susseguono,ma non si incalzano mai...
E giro,mi trovo in confidenza io coi muri vecchi,coi portici e coi pezzi di cielo bianco...
Questo cielo mi fa tornare alla mente "Eri bella come il cielo d'inverno",che è proprio vero.
E allora giro,scrivo,penso.
Alle volte la mia storia si incrocia con le pagine ingiallite di due anni fa...non mi fa piacere,e mi sto convincendo che non riuscirò mai a farmelo piacere...
Che ogni tanto vorrei poter dire quelle cose da bar,dove tristemente ultimamente mi barrico,per far finta che non sto cadendo a pezzi...dice vorrei dire mi manca toccarla,ma direi una bugia grande....

Mi manca la sua testa,le sue storie,il suo mondo e sopratutto il mondo visto coi suoi occhi..
Che se crescono i prezzi delle case,chissà quanto costa un cm di materia grigia,per starci ancora dentro ai suoi pensieri

Frase del giorno:Insegnami a vedere il mondo come lo vedi tu
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giovedì, 08 novembre 2007
Blu
Che devo avere mancanza di coagulanti nel sangue.Che se mi ferisci per un attimo poi continuo,copiosamente a sanguinare.
Che era iniziato tutto come una festa,che ci si era mascherati.
Festa a tema anni 80,e via di baffoni cravattino,occhiali e parrucche.
Gran risate,grandi divertimenti,tutto un pò sopra le righe.Giusto per esser felici,per trovare un senso in sto nero intorno.E invece poi
Invece poi come sempre uno sguardo nella folla e tac(che vuol pure dire,visto l'ambito medico della festa in cui mi trovavo,che mi sono sentito radiografato,da cima a fondo,che c'eran tutte ste simpatiche amiche che volevano assolutamente da me cose che non so fare).
Che poi sembra che son stronzo,cosa che generalmente è vera,ma proprio io mi sento una bestia che mi divora il cuore in questi momenti.
L'alcol prende percorsi diversi da quelli ordinari,io non capisco più un cazzo.
Che non ci sono capace di scambiare frasi stupide in mezzo alla musica alta...
Che così per carità,magari parrebbe che per gli occhi del pubblico pagante un dialogo c'è stato,ma in sostanza sarebbe no.
Un sentire questo peso dentro,il vederla vicina pochi metri ma sentirla lontani anni luce.
A me vien da sanguinare in questi momenti,e poi non riesco più a smettere.
Che finirà un giorno poi tutto sto sangue,e il cuore  si fermerà.

E' come finire in un mare,grande e blu,il colore della tristezza e dei cieli più belli.
Un attimo appena,e cadendoci dentro non ne riesci più ad uscire.
Puoi solo andare giù.
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sabato, 03 novembre 2007
telegrafico,come il miglior telegrafista di un ottimo film western.
Oggi giornata in campagna,a raccoglier le olive,a ricordar l'odore dell'erba,a fare la fatica che non ti fa venir il corpo bello ma che ti faceva mangiare.
E sopratutto a imparare che alle volte ho pensato che andar in giro per mondo,veder i grattacieli e parlar lingue diverse servisse molto...che nemmeno ci sapevo come si fan certe cose.
che va bene è volgare retrogado e antiquato.
Ma ricordare che anche la pianta ha un tempo,che non è il mio,ma per questo non è sbagliato..


e mi è poi saltata fuori sta cavolo di canzone...
if you tolerate this then your children will be next....

ecco,io forse non lo tollero del tutto
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venerdì, 02 novembre 2007
Che non so mica il preciso perchè e per come.
Ieri mi ero pure divertito.

Apro una imaginaria,ma in un altro modo reale,parentesi.
Ieri sera serata intimista,intellettuale,internazionale.
Die Hard,un signor film,giusto solo per il fatto che vai lì con due tre amari e birrette,ti metti giù e fa tutto lui.
Impari che sia per uscire di casa sia per fare spesa un'esplosione rende il tutto meglio.Scopri che Mc Lain(il protagonista)in realtà è un balordo,sicchè essendo veronese te lo senti come concittadino.Ecco in tutto questo avevo pensato di fare sogni pieni di esplosioni,di svegliarmi con una sana gioia di vivere americana,di aver voglia di andar in giro in macchina,in giro a spendere...

invece niente   )

E così mi cascano in testa i dEUS.
Che nemmeno me li ricordavo la a Budapest.Dove o ero troppo drogato o indossavo delle lenti a contatto che mi facevan vedere in bianco e nero.Ma tant'è che son stato inghiottito...Sarà che in certe canzoni mi ci sembra di vedermi io...Non tanto per il testo,ma proprio musicalmente...quella chitarra che inizia con due arpeggi,poi dietro violini e basso,ripeter una nota,ma con salente inquietudine.
Fino ad esploder,fino a superare quel tuo inizio...e ti ritrovi qua,con uno che urla friday in maniera ossessiva...
e tu che ripeti I can't

Per oggi è presto, ma casa vuota e malinconie fanno rima solo con birra....

It's time to meke a mess,remember me what i do best
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giovedì, 01 novembre 2007
Che alla fine,proprio odio Halloween,e mi ritrovo a far cose cattivissime...per provare quei 2 secondi di potere assoluto,perchè purtroppo,me ne rendo conto,quando ti fan soffrire te cerchi solo un altro per farlo soffrire alla stessa maniera....

mi sento mediamente una merda oggi...

frase del giorno:
So when you hear this Autumn Song clean your hands and get ready to run...remember the best time are yet to come...
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