sabato, 29 dicembre 2007
Ci sono,inspiegabilmente,alla fine dell'anno delle cose che accadono,così,per il gusto di farti sedere,pensare e riflettere.
Il caso vuole che oggi,alzandomi con un pompelmo al posto di un occhio,sia uno di quei giorni.
Così,come sempre,quando finisce un anno ad uno gli viene spontaneo fare un bilancio.Sarà che in ognuno di noi si nasconde un ragioniere,però gurdando tv,blog,giornali,tabelloni pubblicitari e quant'altro l'impressione è proprio questa.
Fare la classifica.
Di tutto
amori,auto,baci,battute,canzoni,campionati,divertimenti,dittatori,esposizioni
eserciti,.......,vacanze,vini,zimbelli,zoccole(Qui due esponenti,come Noè,rigorosamente in ordine alfabetico,delle principali protagoniste di queste classifiche).
Che si sa,fare la classifica,vuol dire esagerare.Non si può fare una classifica di cose che ti sono capitate durante l'anno e dire:"E' stato simile all'anno scorso"
Non si può perchè porta noia,è scontato.O catastrofe o capolavoro.
Ecco quindi che pure io mi sento di dover dire qualcosa,lasciare una traccia,un commento,di questo 2007.
Partendo dalle prime righe dell'elenco,ed iniziando a spulciare noto con dispiacere,essendo assenti amori,essendo presente una ignoranza in fatto di motori  pari a quella di una che fa la ragazza immagine al motorshow,che l'unica cosa dove potrei dire qualcosa di intelligente sono le canzoni.
Facciamo anche i dischi,che è più bello.Prima di iniziare devo sottolineare però alcune inesattezze che si presenteranno successivamente.
La prima è che inevitabilmente,quello che è attuale ci risulta sempre più bello.Cioè,se ti innamori adesso sarai sempre più innamorato di prima,se sei in un posto ora ti sembrerà inevitabilmente più bello di dove stavi prima e così via.
Così succede che i dischi che ascolti ora,a ripetizione,ti sembrino quelli più belli mai realizzati.Ne segue che la sindrome da capolavoro dilaga,e tutti quelli fedelmente ti hanno accompagnato nei mesi precedenti vadano a farsi friggere.Purtroppo la vita va così,non ne vogliano allora i dischi...
La seconda è che l'I-pod mi sta fottendo il cervello.Non in senso buono sia chiaro.
L'i-pod infatti è un congegno che punta a farti venire la sindrome da brit pop.
(Dicesi sindrome da brit pop:Quando tu inizi ad avere circa 28 next big thing ogni settimana.Il tuo cervello,il tuo portafoglio,tutto il tuo essere questa eterna corsa fa fatica a viverla.Succede così che ad un certo punto,quando sfogli la tua libreria,con nomi di gruppi che iniziano solo con la the ....,il cervello entri in apatia  e ti dica basta.Che almeno una volta il disco te lo prendevi,te lo tenevi in mano mentre lo ascoltavi.Che sì pure io che divido la camera coi miei dischi sapevo quando entravo quale volevo,anche se ce ne erano tanti.Poi il casino e la fatica che facevi ad ascoltare una canzone di ognuno ti portava ad ascoltarne uno e basta.Non come il piccolo amico bianco,che con un click ti passa da Afterhours agli Zu con una facilità che ti toglie la voglia di ascoltare...Ecco tutto questo e molto altro ancora sono la sindrome da Brit pop,se ne potrebbe e se ne deve scrivere ancora molto)

Detto tutto questo,che spero sia stato accuratamente saltato,passiamo alla nomination e premiazione dei 5 dischi che più mi sono piaciuti quest'anno.

1. In Rainbows-Radihead:signore unico ed incontrastato.Per idee,contenuti ed esecuzione.Logicamente ha pagato per l'attesa,tempo nel quale mi sono figurato il suo essere capolavoro.Se non altro,per l'idea con cui è stato pubblicato,resterà pietra miliare per molto tempo.

2.Neon Bible-Arcade of Fire:Se l'è giocata fino all'ultimo col prossimo disco,ma alla fine l'ha spuntata grazie alla notte di Ferrara.A mio avviso un disco ottimo,un concept album di quelli seri,una band che suona in una maniera ipnotica e alcuni pezzi che fanno paura per quanto sono intensi.Due pezzi su tutti,Intervention con un organo che non si sentiva da anni,Antichrist Television Blues,una chitarra rubata a Bob Dylan per la preghiera di un papà che vuole sentir cantare la sua piccola.

3.Boxer-National:Ecco loro,loro sono molto molto bravi ma....Il ma non sta in realtà per incompletezza del loro lavoro,ne per minor impatto emotivo durante il concerto,ma solamente nel fatto che i primi due sono stati veramente indelebili nel panorama musicale degli ultimi anni.Boxer inoltre a mio avviso è sulla stessa onda di Alligator,quello che a mio avviso è un vero capolavoro.Resta il fatto che questo sia un signor disco,che in annate magre sarebbe stato adorato come il capolavoro dell'anno.Se si fossero messi d'accordo sulle uscite,almeno per me,sarebbe stato il capolavoro dell'anno.Canzoni come Fake Empire,Start a War e Apartament Story sono sicuramente lezione da imparare per chiunque voglia fare questo genere.

4.Requiem-Verdena:Finalmente un disco italiano,ed un disco italiano serio.serio nel senso che,al di là del genere,riesce ad avere quella freschezza che lo potrebbe far piacere pure ad un inglese senza il bisogno di dover tradurre e snaturare il tutto.Piccola affermazione di indipendenza,frutto quasi sicuramente del bisogno di fare qualcosa del bergamasco medio,il disco è stato registrato all'interno di un pollaio diventato studio di registrazione per mano dei musicisti.Affermazione di indipendenza.Dentro al cd tanti esperimenti,tanti suoni,un disco da ascoltare per bene prima che piaccia,ma sicuramente una delle cose meno banali uscite nello stivale da un bel pò di tempo a questa parte.

5.All of a sudden i miss everyone-Explosions in the Sky:Disco da mettere su ed iniziare a guidare,scrivere,leggere..insomma qualsiasi attività che vi concentri.Tutto attorno si crea l'atmosfera che sfodera questo disco,un pizzico più rock rispetto agli ultimi,un pizzico più tirato,ma per quel che mi riguarda un disco che ho consumato.

Lì lì ad un pelo del podio:vi sono stati altri bei dischi,che forse non sono i capolavori del secolo,ma che sicuramente avere in casa non mi dispiace.
-Punk music during the sleep-Edwood:anche qui bella musica italiana,un disco anche lui d'atmosfera,da mettere dalle 22 in poi.
-Super Taranta-Gogol Bordello:che dire,quel poco di punk che è rimasto in giro,per fortuna aggiungo io
-An End has a Start-Editors:speravo un pò di più,ma non è stato sicuramente una delusione.Di Joy Division ne nascono pochi però.
-We've miss the boat-Modest Mouse:nemmeno questo è il loro disco più bello,ma sicuramente vi sono stati momenti dell'anno in cui è servito.E poi,inciderlo con quel chitarrista lì,almeno almeno una menzione se la meritata.
Heim/Hvrf-Sigur Ros:uscito sul finale,non si classifica perchè i realtà è un miscuglio di pezzi passati.In compenso merita il documentario che l'ha accompagnato

Dischi che mi hanno invece deluso ed annoiato sono:
-Interpol:non scrivo nemmeno il titolo perchè è un disco che dovrebbe mancare dalle case.Nel senso che se uno ha i primi due ha già tutti i giri di chitarra che ci sono qui.Disco suonato senza la minima idea,giusto per portare avanti nelle discoteche le serata rock.In questo,battuti di netto dagli Editors su questo.
-Il disco di Pete Dorthy:non che mi fosse piaciuto quello prima,questo l'ho ascoltato una vota poi tutto l'impianto audio che lo riprduceva è imploso.La noia di uno che si droga e pensa di far arte.
-A weekend in the city-Block party:che un pò mi spiace, ma rispetto al primo questo è un pezzo indietro.Purtroppo,vedi sindrome da brit pop,una volta che ti hanno scoperto il male è lì dietro l'angolo(vedi against the demons in Ok Computer)
-Artic Monkeys:chiara espressione di sindrome da brit pop.Disco che insegue le chitarre del primo,perdendo inevitabilmente il confronto,e portando alla noia dopo 5 minuti.
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giovedì, 27 dicembre 2007
Che fa strano,quasi fossero le feste..
ma c'è sempre qualcosa nell'aria,passato che non è passato,cose avrei dovuto dire ma non ho detto....
Brutto casino trovarsi a crescere ,quasi mi potessi scandagliare il cervello,radiografarlo..

E sarà pure che sono ubriaco,ma ora più che mai mi viene in mente che venerdì è un giorno strano,quasi uno me lo ripetesse come un autistico nelle orecchie per tutta la durata di Suds and  Soda
Non ha  molto senso,ma per me sì,se volete il gioco delle vacanze domandatevi che è successo quel cazzo di venerdì....
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lunedì, 24 dicembre 2007
Ci si avvicina al Natale,con camaleontica abilità,adattandosi al paesaggio che c'è attorno.
Sono stati due giorni lunghissimi,che quasi mi sembra un secolo che venerdì ero ancora a impazzire dietro alle teorie delle,sulle,con le strutture..
Sabato si è rivelato tra i sabati più faticosi della mia vita...Diciamola tutta,la forma fisica non è pervenuta.
Io che speravo di togliere qualsiasi freno inibitore alla mia voglia di bere ho dovuto sbattere contro il Grinch,che mi ha rubato il Natale e la felicità facendomi sciare un quantitativo di ore innumerabile.Alla fine onore e gloria a lui,la giornata si è rivelata perfetta anche senza l'intervento di eccitanti esterni.
Che io non lo so,sarà che anticipo sempre tutto e quindi poi ci faccio la figura dello sfigato,ma tutto il mondo intorno a me è preso da eccitazioni di vite che si spalmano su grandi copertine internazionali,tutti all'inseguimento della bella vita nella grande metropoli...
Io invece faccio fatica a sopportare Bologna ormai,che quando potevo fuggirci io verso la grande metropoli a farmi ciucciare dal cervello(in perfetto stile do the evolution)le idee ho ho pensato che fosse più importante seguire altre robe.Venendo quindi poi prontamente smentito.Che si sa,tutti ti sanno spiegare cosa sarebbe giusto fino a che non fanno la scelta opposta.Ecco io ora mal sopporto la città,sento un richiamo verso cose,realtà,sempre più piccole.Il tagliar via tutte queste necessità,tutto questo bisogno che non vedo da nessuna parte.

Sarà che rileggermi In to the Wild non mi aiuta,sarà che con l'avvento del nuovo anno cambierà la musica cambieranno le cose e sarà il momento di mettersi seriamente a riflettere che tipo di vita si vuole fare in questi cazzo di anni 00.
Saranno tutte queste cose,ma io proprio lo sentivo il bisogno di un due giorni così,a fare cose che si ha vergogna a raccontare,a ributtarmi a capofitto nel mondo da cui volevo scappare solo 4 anni fa,a scoprire che mi serve,non importa come,ma mi serve.

Ultimo appunto di viaggio,in avvicinamento alla festività.Hanno ben pensato di regalarmi l'I pod.
Che a detta dei miei sono troppo out,ci devo aver il cellulare che fa le foto,l'i pod che mi occupi un posto vicino al cuore.Che detto da chi l'i pod non sa nemmeno come si scrive mi fa un pò sorridere.
Trovare un modo per non sembrare quello che ha l'ipod e ci ascolta musica imbecille sarà tra i miei propositi per il nuovo anno.

(se non altro posso ascoltare i broken social scene ovunque ora....)

Un augurio di buon Natale a chi inavvertitamente si ritrovasse a passare di qui,e inavvertitamente si ritrovasse a festeggiarlo.
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venerdì, 21 dicembre 2007
Se mi fossi sentito dire tutto ciò 5 anni fa mi sarei preso a sberle..Ma che bello  tornarsene a casa,che bello lasciare città che ti ospita per tornartene tra le tue quattro viette..magari scappi pure a farti un salto in montagna a prendere quel freddo che solamente il vin brulè ti sa far andar via...

Poi certo se torni e oltre all'ammmmore dei tuoi cari ti trovi l'ammmmmore dei Radiohead che ti hanno finalmente mandato il disco,ecco sì bè insomma,puoi permetterti di lasciare tutto il resto che ti ha ossessionato per ste settimane,persone o  esami anzi magari anche persone che ti fanno esami,fuori dalla porta.
Che tanto domani mi sveglio presto,loro dormiranno,e qua fa sempre un freddo assassino di notte.
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giovedì, 20 dicembre 2007
Rather than love ,than money than fame give me truth.I sat at  a table where were rich food and wine in abundance ,an obsquious attendance but sincerity and truth were not;and i went away hungry from the inospitable board.The hospitality was as cold as the ices.

Forse anche Thoreau c'era alla festa lunedì sera.
postato da: ilventoparla alle ore 11:42 | Permalink | commenti
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martedì, 18 dicembre 2007
All she asks the strength to hold me,
Then again the same old story,
World will travel, oh so quickly
Oh Ill break them down, no mercy shown
Heaven knows, its got to be this time,
Avenues all lined with trees

Ho lo stomaco a pezzi,la testa a pezzi,poi ancora lo stomaco.
La mistica preparazione che mi sono dato per la giornata di ieri alla fine un pò è servita anche se ho valutato diverse cose.

1.Il rapporto tra persone e alcol:Cioè(che poi ieri sera mi hanno detto lo usano le persone stupide sicchè d'ora in poi mi metterò d'impegno a metterlo in ogni singolo mio discorso.)al giorno d'oggi,che non va come dico io,sembra che per due birre non valga più niente.Ti puoi permettere di dire parole che uno non vorrebbe sentire,ti puoi permettere di fare finta che io non lo so e nemmeno  tu e allora facciamo tutti finta che possiamo fare quello che non  facciamo normalmente.Che se il mondo andasse come dico io rapporto con l'alcol dovrebbe esser molto più intimista.Non necessariamente uno deve bere per poi poter fare quello che vorrebbe ma fare,ma con la scusante "che cioè sai ero troppo ubriaco".
Per ieri,sì io ero molto ubriaco.Lo ero dal giorno prima,dove avevo iniziato ad ammazzarmi di negroni,veleno servito in meravigliosi calici,poi il giorno anche se non si dice avevo continuato a bere birra,per i cazzi miei.Che è questo il rapporto intimista,se hai bisogno di stare distaccato almeno così la testa per qualche nano secondo arriva ai pensieri un pò più in ritardo.

2.Il rapporto dell'immaginario comune e me:Che io l'ho anche detto:"per favore non toccatemi".
Non voglio disturbare,non voglio fare casini che poi ad un certo punto mi viene il matto(e mi è venuto parecchie volta nella serata,solo grazie alla birra direi mi sono contenuto)e inizio a spaccare bicchieri in faccia al clone di Jim Carrey,così,perchè sono una persona di merda invidiosa ed accidiosa.
Invece no,la gente deve toccarti,tenerti per il braccio,come che se le cosse che ti stai dicendo assumessero un significato più profondo dette così,come se contassero di più.
Che se nemmeno sai bene chi,cosa,come e perchè sono e vieni a dirmi "perchè sai io ti stimo molto,lo dico sempre anche in casa..."io cosa dovrei risponderti?Che intanto la mia vita come le mie emozioni non sono una telenovela,non sono nemmeno un prodotto del supermercato che hanno date di scadenza anche se mi si vorrebbe dire che va così.Che non puoi prendere e venire a radiografarmi,tenendomi il braccio,facendo finta che siamo tutti amici e ci vogliamo un mare di bene.Che lo dico,sul serio non scherzo,sono una persona di merda,che forse me lo merito per tutte le cose cattive che ho fatto a persone poi mi tornano indietro,e allora non venitemi a fare la vostra personale assoluzione,che non mi serve.
In definitiva ripeto,se ad una festa sono io e il vino e dico non toccatemi,per piacere non fatelo.

3.I rapporti interpersonali:I rapporti interpersonali sono una cosa ributtante alle cerimonie,alle occasioni dove c'è gente.Che proprio mi infastidisce.Che sembra che devo parlare,che tutti sono lì per vedere,che nessuno ha più un briciolo di immaginazione,bisogna ottenere il dato chimico percentuale residuo senza errori,vederetoccareeannusare tutto per esser sicuri che sia così.
Come fossimo le star che non siamo,che io dopo due giorni così di vizi e stravizi ho occhiaie lunghe km,carenze di enzimi nel sangue e  difficoltà a fare le scale.

Forse il mio unico desiderio sarebbe che,come si faceva una volta,si potesse tornare alle candele.E vorrei che i miei pensieri fossero candele.Da spegnere,soffiando.
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lunedì, 17 dicembre 2007
C'era una volta,in un paese una città.Questa città era tagliata,sì proprio tagliata con tutto quello che si porta dietro,da un fiume.
Il fiume separava così le due parti dei questa città.Una delle ricorrenze che faceva vivere la città era il famoso salto del fiume.
Ogni anno l'Atleta portava a termine il salto del fiume.
La sua rincorsa partiva  da lontano,attraversava tutte  le strade principali della città,dove tutto era luminoso e splendente.Le persone affacciate alle finestre ogni anno guardavano con occhi sgranati l'Atleta compiere il suo rituale gesto.Il momento in cui,dalla sponda destra staccava il piede era accompagnato da vivo terrore,sopratutto nei cuori dei più piccoli,che esplodeva poi in un grido di gioia quando l'Atleta atterrava sulla sponda sinistra.
Era così ogni anno.Da sempre.Sarebbe dovuto andare avanti così.Per sempre.
Un anno però successe una cosa strana.Nel momento in cui l'atleta si staccò dalla riva destra,mentre tutti i cuori battevano allo stesso rimo alterato dalla tensione,ecco prima che esplodesse la gioia dell'avvenuto salto,il piede dell'Atleta sfiorò l'acqua,producendo poco più che due onde,cose da non preoccuparsi.
Nessuno ci fece molto caso.Il sindaco della sponda sinistra disse all'atleta:"Quest'anno devi esserti allenato di meno,per un attimo hai rischiato di cadere in acqua."
L'atleta rispose:"Mi sono allenato come mi alleno sempre."
L'anno dopo,al ripetersi del festoso evento la punta delle scarpe dell'atleta toccò in maniera più netta la superficie dell'acqua.
La preoccupazione si dipinse sul viso di tutta la popolazione.Via via,ogni anno che l'evento si ripeteva era sempre più la grande la difficoltà dell'atleta.Fino a che un anno,tra lo stupore di tutta l'intera città,l'Atleta cadde in acqua.Quello che stava accadendo era perciò evidente a tutti...La parte di sinistra si stava lentamente allontanando.Ogni anno centimetri andavano a separare le due città
Nella città di destra viveva una bambina.La finestra della sua camera dava proprio sul fiume,e ogni anno aveva guardato dalla sua camera l'Atleta compiere il suo gesto.Ma dalla sua camera correva pure un filo,ce arrivava fino alla finestra della camera di un bambino che abitava nella sponda sinistra.Era il loro telefono.Agli estremi di ognuno vi era attaccato un barattolo.Le loro sere estive passavano così,a parlare da una finestra all'altra,con in mezzo il fiume.
Più passava il tempo però,più le sponde si allontanavano.Avevano allora dovuto legare pezzi aggiuntivi al filo.Lo spago che usava il nonno per tenere chiuso il suo diario,la corda della tenda,il filo del telefono,la cordicella della doccia,il filo dello jo jo che tanto piaceva al bambino,la corda della bambola parlante  della bambina.Nel frattempo i ponti che collegavano le due città crollavano i fili dell'elettricità si spezzavano,ma i bambini continuavano a parlare.Avevano molto da dirsi ma sempre meno filo per farlo.
Un giorno la bambina,guardando dentro il binocolo che gli aveva regalato il padre per natale,quasi non vedeva più la faccia del bambino.
"Faccio fatica a sentirti ormai."aveva detto la bambina."Se necessario urlerò",disse il bambino.
Un giorno,quando ormai tutte le corde possibili erano state legate nel filo,il bambino chiese alla bambina di dirgli:"Ti amo".
La bambina non pensò a chiedere perchè,a dire che era una sciocchezza,o che loro fossero troppo giovani per l'amore,disse solo dentro al barattolo:"Ti amo"
Le sue parole viaggiarono attraverso le corde della chitarra del bambino,la corda della bambola parlante,il filo dello jo jo,il filo delle tende,dello spago che teneva chiuso il diario del nonno fino ad arrivare al bambino,che prese un coperchio e chiuse il barattolo.Lì dentro stava l'amore della bambina per lui,lo prese e lo mise in cima all'armadio.Non avrebbe mai potuto aprirlo per sentirlo,perchè altrimenti sarebbe uscito,ma a lui bastava sapere che era lì.
Il bambino e la bambina non si parlarono mai più.La parte sinistra si allontanò sempre più staccandosi e dirigendosi verso il mare.Molti giurano questo non sia vero,ma alcuni esploratori giurano di averla vista muoversi tra i freddi ghiacci del polo sud.
La città,ormai disabitata,conserva ancora,nella casa sul fiume che non c'è più,dentro ad una cameretta,sopra all'armadio,un barattolo.
Gelosamente tenuto chiuso.
postato da: ilventoparla alle ore 15:14 | Permalink | commenti
categoria:storie
mercoledì, 12 dicembre 2007
Cose come questa faccio fatica a descriverle.....
Dettagli dico..
Non contano un cazzo i dettagli,però se non ci sono le case crollano,gli imperi finiscono,le partite si perdono...
Sarà così o no, ma a me frullano nel cervello,sopratutto questi giorni che vivo in stato di apparente calma,dodici ore della mia vita dedicate all'apprendimento di un sapere...
Una vita da certosino..
Poi rompere l'abitudine..Fare quelle cose che non si fanno,che è il suo compleanno e non dovrebbe fregarmene un cazzo,e invece se faccio finta di non pensarci ci penso di più,e questa mia inclinazione all'erudizione che non mi fa bere non aiuta certo.
E allora finire in un bar non molto vicino,ma nemmeno troppo lontano...
Scoprire mentre vado lì che la mia felpa è la stessa dell'ultima volta,che io stamattina quando la mettevo mica sapevo che le avrei detto:"becchiamoci che ti do il regalo"
"che non dovevi...che però speravo che qualcuno me lo regalasse"
Quella non necessità di non pensare,fare e basta e sapere ad occhi chiusi che va bene.
L'assoluta certezza di non sbagliarsi.
Che son dettagli,che probabilmente non vogliono dire un cazzo lo so...So anche che alcuni imboccano i sentieri della follia cercando ordine,linee rette e cose già scritte dentro a fatti che non hanno logica collocazione..
E' vero in effetti,però mi piace lo stesso sperare che ci siano disegni,codici nascosti,cose nona ncora svelate...
Che non si sa come va a finire,che:

 Picture me and then you start watching,
Watching forever, forever,
Watching love grow, forever

direbbero i New Order.
Che forse è vero, a bugie alla lunga si muore,si soffoca,arriva il momento che ce ne sono troppe..
Ma se la trovassi ora,se potessi fare in modo di prendere questo telo di tre ore per due metri quadri di spazio tempo e tirarlo,allargarlo,starci stretti dentro,aspettare che si rompa...bè lo farei,onestamente non me ne frega un cazzo,almeno per aspettare che crollino veramente i palazzi.
non ritrovarci a guardare crepe nel muro e domandarmi se dentro ci si può abitare ancora...
Riempiamo una stanza di parole,di attimi,viviamoli,aspettiamo che finiscano...Che quante bugie potrei farci stare dentro nemmeno lo sai...

Frase del giorno:"Dimmi che non sono solo,dimmi che starò con te...so che è tutta una bugia..ma è la più bella che ci sia"
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domenica, 09 dicembre 2007
Sì,lo ammetto.....la tensione sta salendo a livelli improponibili...
Manca quasi un niente ormai al 18 giugno,manca ancora meno che arrivi il mio benedetto box,che la waste mi disse essere in dirittura di spedizione,ma sà le feste,il fuso,il tè(lì nell'oltre manica sanno essere pacatamente inglesi pure coi ritardi).

Quindi per non andare oltre metto qui un bel link,intervista ai 5 con domande da fansss di tutto il mondo(la mia purtroppo non l'hanno presa,quindi poi non mi si dica che faccio le solette pubblicitarie per la mia sporca immagine):

In una polemica tutta mia tra me e gli alti vertiti dell'organizzazione del tour dico:
"Perchè cazzo hanno messo una data il 17,giorno prima,e non il giorno dopo,così magari si stancano il 17 e il 18 sono smorti?!Il tutto a beneficio di chi si compra il biglietto più tardi di me?!?"

(perdonatemela l'uscita di egocentrico egoismo,hobbesiano a volerla dir tutta....ma cazzo,eh,per una volta nella mia vita che ero stato preciso e puntuale a  comprare la roba pure prima che uscisse mi fregate così???
No No,it's not fair this my friend Thom)
postato da: ilventoparla alle ore 13:55 | Permalink | commenti
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sabato, 08 dicembre 2007
Presumere troppo.
Vedere più lontano di dove dovresti vedere.
Comprare i costumi prima che arrivi l'estate.
Pensare al dopo senza avere un prima tra le mani.
Programmare di programmare le vacanze tutti insieme.

Troppi eventi che devono ancora venire che mi sembra di aver già vissuto tanta è la meticolosità dell'esposizione.
Rivorrei indietro un pò di insicurezza adolescenziale delle cose.

Frase del giorno:....e i cccp non ci sono più da un bel pò
postato da: ilventoparla alle ore 15:15 | Permalink | commenti (1)
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