lunedì, 28 gennaio 2008
Sì,è stato un week end lungo,duro faticoso,da affrontare con tutto il fiato e la resistenza disponibile.Questo è stato un fine settimana particolare in primis per un motivo.A Bologna,città rinomata per la noia che ti assale a starci tutti i sacrosanti giorni e abitata dal migliore dei conformismi italiani,è successo questa specie di miracolo.Art fiera in fiera per l'appunto e opere,installazioni e quant'altro sparso negli angoli più remoti della città.
Questo mi ha portato irrimediabilmente a perdermi in giro per gallerie,mostre,la fiera stessa.
Ora,recensioni sarebberò scontate da scrivere,e sinceramente ne vedo anche poco il motivo.Certo l'Art Fiera è indiscutibilmente un luogo affascinante.Vuoi perchè vedi i VIPS(Montezemolo,Profumo,Della Valle,Luttazzi,Red Ronnie...)e così hai la marketta da raccontare vuoi pert la vastità dell'esposizione e per il numero delle gallerie presenti.Opere ve ne erano di tutti i tipi,specialmente nelle gallerie giovanili,che portavano tutto quello che succede in città come New York,Parigi,Londra.Portavano appunto.Al di là del gusto dell'opera in se,del poter dire ho abbastanza soldi da potermi concedere un De Chirico al bagno piuttosto che l'opera del Next Big Thing che qualche critico ha deciso sfonderà,la cosa affascinante era il numero di idee che correvano in giro.Delle persone,degli artisti o presunti tali.Insomma sì,ci ho perso la testa,mi sono tornati in mente i miei pomeriggi newyorkesi al Whitney,per Soho,sì per un attimo ho respirato quella sana e divertente voglia di fare quel cazzo che ti pare,senza gli sgradevoli vincoli del pensare a come sembri,pensare se poi dopo lo devi raccontare,semplicemente seguire il tuo istinto,le tue voglie e cercare di renderle esterne nella maniera che più senti tua e non secondo qualche vecchia e noiosa forma che deve andare per forza bene.Vuoi per l'arte vuoi per la vita.
Che poi,in sti momenti ti convinci che sì,bisogna pur cercare di realizzarsi,che vivere così è una cosa totalizzante,non puoi farlo per 10min al giorno,solo in un determinato angolo.Così però poi salta sempre fuori che sei lo stronzo,quell che se la tira,e via discorrendo...per il semplice fatto che cammini in maniera e posti diversi.Camminare appunto.
Sabato sera,per restare nello spirito dell'anti conformismo,volendo sventrare questo tabù enorme che è il divertimento del sabato sera,ci siamo recati al museo di arte moderna,il MamBo,dove siamo diventati a tutti gli effetti opere d'arte.Vi era infatti un opera,nella quale l'artista aveva preso circa 150 paia di scarpe,e invitava il pubblico a fare a cambio con le proprie per poter camminare all'interno della mostra e nel caso anche fuori.Nessun vincolo  od obbligo della restituzione.Uno scambio in vecchio stile,per scappare un pò da questo  infame bisogno di dare per avere,di ricerca del mostrarci con determinati modelli per essere più facilmente assimilabili al mondo inotorno a noi.
Così,lasciate le meravigliose scarpe da ginnastica lì,ora mi muovo con queste scaroe,molto retò direi.Probabilmente aparteneti ad un anziano vista la forma.Mi sembra già di stare in posti diversi,così mi tocca camminare questi giorni,pensare a come dovrebbe vedere il mondo lui,far sentire a ste scarpe come si gira per le strade diverse,lasciare impronte diverse in giro.
D'altra parte in una fuga,le scarpe sono sempre tra le cose più importanti.
postato da: ilventoparla alle ore 10:52 | Permalink | commenti
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sabato, 19 gennaio 2008
Stamattina,nel letto,già sveglio presto ma con ancora la voglia di restarci dentro,non ho potuto fare a meno di mettermi a pensare.
Avrei avuto voglia di mettermi a pensare sui grandi problemi che affliggono il paese,il mondo,in questi giorni.
Avrei giuro.
Ma alla fine è successo che mi sono messo a pensare ai fattacci miei.
In particolare mi sono messo a riflettere sul mio rapporto con la luce quando sono nel letto.
Succede infatti che,quando ancora piccolino,ma anche non troppo,dormivo nella mia cameretta qui a casa la luce al mattino non mi infastidiva per niente.Sarà stato anche che per andare a scuola la sveglia richiedeva un alzataccia in cui generalmente la luce non compariva come protagonista,ma fatto sta che proprio la questione non mi tangeva.
Poi andando a studiare fuori di casa,girando per appartamenti mi è venuta questa cosa...sì che bè la luce a me alla mattina mi da fastidio.
Non solamente il raggio che attraversa la finestra,ma anche solamente quell'aura diffusa che si sviluppa nella stanza,anche se fuori c'è il cielo bianco.
Questo dovuto anche al fatto che  grazie all'università ci si può fare la bella vita,avvicinarsi di più a quel meraviglioso modella di consumismo per cui dormi quanto cazzo ti pare e alla sera fai festa.
Tornando a casa la cosa diventava però per me insopportabile.Così il cuore di mamma mi mise quelle persiane da film,dove generalmente il maniaco o la spia in incognito alza per scrutare il fuori.Per un pò è andata bene,ma il problema vero è stato che ora nella casa di Bologna mi infastidiva ancora più la luce,e quindi è stato necessario tipo sbarrare le finestre con giornali,creando quasi un buoi perfetto.
Di fatto ora l'intolleranza alla luce si è spostata nuovamente nella dimora veronese.Il punto allora è che mi domandavo per quanto debba andare avanti questo batti e ribatti.
Che alle volte il voler far più buio non te lo fa bastare più e devi continuamente aumentarlo.Fino ad arrivare dove non so,ma ti embra che in gioco ci sia tu e tutti i tuoi più sacrosanti diritti,diamine,se quello di dormire non lo è!
E quindi la soluzione dove sta?
Non lo so,ma sto diventando del parere che forse la soluzione,quando cerchi sempre di fare più buio,perchè dici di non tollerare più la luce o qualsiasi sua rifrazione,sia semplicemente stare nel letto,pensare,e cercare di conviverci con quella luce fastidiosa.

Che poi magari ti svegli e scopri che i cazzi tuoi sono molto simili ai cazzi del mondo.
postato da: ilventoparla alle ore 11:25 | Permalink | commenti
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venerdì, 18 gennaio 2008
Era questo quello che diceva il celeberrimo spot
Che per qualche giorno mi son dovuto assentare e son successi casini in ogni dove,come se tutti avessero iniziato a fare appunto quel cazzo che gli pare.
Fisici che scambiano Ratzinger per Feyerabend(Che sì Vienna e Baviera saranno pure vicine ma....)
I Cina incredibilmente hanno arresta un caro ministro che aveva altro che la passione di deflorare le fanciulle e lo condannano alla pena di morte.
L'università che si spacca per il Papa,ma dico io,invece di tutte ste cose,non ci si poteva iniziare ad incazzare quando le davano a Valentino Rossi e a Mike Buongiorno le lauree!?
I giornali all'estero non san più cosa titolare,ognuno si fa le sue regolazioni di conti...
Io per finire passo gli esami senza studiare,copiando progetti,e avendo un culo mostruoso...è indubbio che c'è qualcosa di grosso che aspetta all'orizzonte...

Nel frattempo continuiamo a fare quel cazzo che ci pare
postato da: ilventoparla alle ore 11:50 | Permalink | commenti
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sabato, 12 gennaio 2008
Che poi sì,dicono che i vizi fanno male,ti rovinano.
Che sì,bè,poi in effetti ci hanno ragione.Dico,non ci sarebbe ora bisogno di tirare fuori quella comicità alla Woody Allen,che poi cadrei nello stereotipo che hanno gli altri di me.E che ultimamente mi stufa,non poco devo dire.
Perchè si credo che le persone poi,indipendentemente da quanto tempo le conosci,cerchi di vedertele sempre uguali,nel loro istante più bello,o comunque nello spazio e nel tempo che più ti dicono qualcosa.
Puoi vedere uno sempre triste e sfigato,oppure vederla sempre bella e interessante.Sono punti.
Ecco,ma non perdiamo il contatto,restiamo con il mento e la faccia belli attaccati all'ironia della sorte che si manifesta così,per caso ogni tanto,ma nemmeno troppo per caso se ci si pensa dato che the down is the new up(tesi della seguente dissertazione)
Riflettevo,dicevo,sul mio viver di questa settimana.Che se lo dico normalmente che bevo,gioco d'azzardo subito lo sguardo inquisitore mi cade addosso.Che per fortuna dico io,chissà che non mi passino sti brutti vizi.
Ma dico anche,cribbio,in una settimana sono sempre seduto su questa sedia,tragitto medio letto  scrivania,2 metri,percorsi con falcate decise,percorso camera bagno 3m,percorso camera cucina 5m.
I morti forse si muovono un pò di più se c'è un terremoto.
Il fatto è che,se almeno avessi fatto la fatica di scender al bar a farmi due birrette,di prender la bici e andare alla Snai,almeno il mio corpo ne avrebbe gioito.

Come volevasi dimostrare,the down is the new up.
postato da: ilventoparla alle ore 13:16 | Permalink | commenti
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domenica, 06 gennaio 2008
Se poi vieni così vicino va a finire che ci facciamo male.

on air:much against everyone advice(riflettere perchè,dalla selezione casuale escano sempre canzoni così perfette mi fa venire i brividi)
postato da: ilventoparla alle ore 23:07 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 01 gennaio 2008
Strisciando su vetri di bottiglie infrante,cocci affilati di passati che poi tanto passati non sono,a carponi,stanco e distrutto mi ritrovo nel 2008.
Che poi ci ritroviamo tutti nel 2008,che si voglia o no,che col tempo,numeri e date,bisogna sempre andarci precisi.
Le mie personali prospettive sono che,dato che l'otto una volta capovolto diviene il simbolo dell'infinito,sarà un anno di una lunghezza inparagonabile con qualsiasi altra cosa.
Dentro ci vedo nichefobia,mancanza del più semplice degli appigli,addii,incombenza,la consapevolezza di sperimentare ancora una volta le cose prima degli altri(e la bellezza di non poter esaltarmi,ne buttarmi giù,cosa che avverrà puntualmente quando ci sarà qualcun altro al mio posto).

Quindi chissà che bell'anno che sarà.
Non resta che marciarci e vedere...

On the air:
This is just a nightmere
But soon I'm going to wake up
Someone is gonna bring me around(?)
postato da: ilventoparla alle ore 18:38 | Permalink | commenti (1)
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