venerdì, 29 febbraio 2008
Ecco,io arrivato a questo punto me lo chiedo sempre.
Dannato Febbraio,che sai sempre quando inizia ma mai quando finisce.Che il giorno in più,questo 29,sarà di qualche minima utilità,oppure sarà semplicemente una cosa messa lì,a caso,per riempire buchi spazi.
Che questa cosa del giorno in più mi ha sempre un pò fatto strano.Cioè,ok,le velocità astrali,tempo da recuperare tempo da spendere,e tutte queste cose.Però ho sempre pensato,non si potrebbe riprendersene un pò alla volta,un pezzo al giorno di sto tempo che se ne resta indietro?
Ma va bè,per ora il 29 mi sta regalando solamente un terribile mal di testa da dopo sbornia,cosa che può andar benissimo in qualsiasi giorno della settimana.
Però ieri sera.....
Ecco,non si fa del giornalismo scandalistico,però ieri sera,in totale imprevidibilità,mi si è presentata una persona che mi ha fatto per una volta dimenticare qualsiasi cosa si muovesse attorno a me.
Che sì,siamo tutti dei finti adolescenti che in realtà hanno già un piede nel mondo di là,quello che non conosciamo,che per conoscerlo vuol dire che sei già di là,e basta poi non si torna indietro.
E ci portiamo dentro le nostre piccole cicatrici in serate come quella di ieri sera.Alle volte siamo solo deboli,e allora le nascondiamo nei modi più coloriti,ma alla fin fine,noi lì,a guardarci negli occhi ci capiamo.
E così solo una inaspettata luce può tenerti lontano da fare al stessa fine di tutte le sere pure stasera.La cosa particolare è che l'evento è successo,accaduto,vissuto.
Anche se dato a pochissimo.E per una sera gli sguardi che sembrano coltelli,quella signorile superficialità e la presunta indifferenza che mi girava attorno,bè ecco,se ne sono svaniti.

Che forse nella vita ognuno vuole solamente applicare il suo modo sul tuo mondo.
L'andarsene via con la leggerezza è cosa rara,e se lo fai devi falo con attenzione.
Ma tant'è.
Weightless bisogna esser bravi ad esserlo.Spero non diventi troppo luminoso,e sopratutto di esser ancora capace di farlo.
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domenica, 24 febbraio 2008
Ecco che,ieri sera,resistendo a tutto e a tutti,nemmeno fossimo il mediano di mischia dell'Inghilterra in quella fottuta ultima meta,siamo riusciti a fuggire dalla monotonia dell'alcolismo fine a se stesso.
Ci siamo riversati,io e il mio collega,in un simpatico locale,ad ascoltare un simpatico gruppo.
A dirla tutta non li conoscevo benissimo.A dirla tutta nemmeno mi hanno completamente folgorato,questi Offlaga Disco Pax,che se mi sbrodolassi in mielosi complimenti finirei per fare come quelli che non riescono a fuggire dall'insostenibile leggerezza dell'essere indie.
Non spenderò altre parole su questo gruppo,se vi interessa fate un fioretto,magari dategli sti 10 euri sulla fiducia,e ascoltateli,se no anche no.
Quello che mi ha colpito è stato altro...Al di là di divergenze su idee etc etc(ma non credo che un concerto sia certo il posto dove mettersi a discutere,un concerto si ascolta...)mi ha colpito molto il racconto del cantante.Perchè di racconti si tratta,di pezzi di vita.Pezzi di vita piccoli,troppo piccola,così piccola che a cercare su Wikipedia non la trovi nemmeno...Che però in questi racconti,mi ci trovo sempre un pò...Un pò di non so nemmeno io che cosa,che ogni tanto nella vita si cambia..
Che fino a due tre anni fa,sognavo sì casa mia fosse il mondo.Nueva York,Berlino,e via a susseguirsi tutte città che puoi immaginare..
Poi in serata come ieri sera mi capita che dentro di me senta le voci,che mi dicono che poi non è così male la tua piccola realtà..Piccolo che oggi diventa sempre più brutto.Che però avere il tuo angolo sul ponte,solo tuo,dove andare ad ascoltare il rumore dell'acqua la notte,bè in serate così mi sembra la cosa più importante che ho.
Ed è stupido,perchè poi alla fine,conoscendomi,sono il solito che vorrebbe stare sempre nel posto dove non è...Che potresti dirmi eterno romantico o paraculo dal mio punto di vista...Ma tant'è...
Alla fine,starmene a vedere la nebbia di notte sul fiume,è una cosa che non venderei per nessuna cosa al mondo....
Chissà poi tra quanto mi rimangerò queste parole...

Sarà che a Praga non c'è il mare....
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sabato, 16 febbraio 2008
Una mattina per farsi demolire 5 anni.
Per sentirsi dire che sì sì sì,ma anche no no no...
Non so se restare,a questo punto,per sempre chiuso in casa,oppure dare inizio alla guerra.
Di sicuro,le mie prospettive si sono molto ridimensionate a sapere che fuori non c'è il paese dei balocchi.

per il resto,ho dei sogni,sono complicati,ma ti assicuro quelli no....

On air today:See these bones
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giovedì, 14 febbraio 2008
Credo che il termine destino,o comunque qualcosa di vago che ci può stare dietro,siano nato nel nostro mondo mettendo insieme due parole:dispiacere + indifferenza.
Che a dispiacersi in questo mondo è facile,terribilmente facile,quasi che uno poi non sa più cosa dovrebbe sentire quando dice che dispiace.
Ci dispiace delle guerre,della fame,delle perdite,di uno che sta male,di partite perse,di occasioni andate al vento...Io non ci riesco a veder nessun filo conduttore dentro se non forse uno:che ci dispiace per le cose che non possiamo aggiustare o non vogliamo toccare.Così invece che uno sgarbato e onesto non so cosa farci ci dispiaciamo.
Che se il dispiacere fosse vero,si cercherebbe di parlarci con chi è il frutto di questo dispiacere,di capire.Ma magari anche no,dobbiamo stare attaccati centimetro dopo centimetro a noi.Individualismo prima e sempre sopra a tutto.
Indifferenza invece è un animale strano,vive nell'oscurità,non lo vedi.Se ne sta lì,aspetta.Non è il tanto fregarse,è la totale mancanza di reazione ad una qual si voglia azione.E' fare finta che non conta,non è successo.
Indifferenza è una qualità fondamentale oggi.Non farti toccare da chi cosa o come c'era prima.Che il mondo deve andar avanti.Sempre.
Ci son feste da organizzare,robe da bere.Tutto incentrato,mirato e pianificato a cercare sempre e sempre più questa enorme felicità.
Che non ci si può stare senza,nemmeno un secondo.A costo di passare su parole fatti e quant'altro.
Felicità è una funzione di cui devi tenere sempre le derivate positive,è il fondo che devi massimizzare,sono le variabili da ottimizzare.Meno spreco e più divertimento.Sempre e ad ogni costo.
Che io pensavo uno ogni tanto potesse pure annegarsi dei vecchi ricordi.O che potesse cercarsi delle vie di fuga,magari provare a parlare con persone nuove,ascoltare storie nuove.
Ma no,implacabile il giudice del divertimento,sommo sovrano,la fa da padrona.O sei dentro o sei fuori,o con noi o contro di noi.
Ecco allora se la musica attorno poi tu non la senti,se dentro ti suona un Requiem,nemmeno allora si può scendere a compromessi.
Indifferenza e dispiacere,e alza la musica che il baraccone deve andare avanti.E' il destino che fa il suo gioco,era destino che andasse così e basta.E non provare a dire......,deve esser così

Che se poi dicessi che ho detto tutto quello che dovevo dire,che più di descrivere una cosa in ogni suo aspetto non posso fare non basterebbe.Che inizio ad avere della stanchezza di questi binomi,una stanchezza terribile.
Che se qualcuno riuscisse a vedere cosa ho dentro,cosa ci sta nei miei occhi,allora forse vorrebbe capire.Ma col binomio non si scherza,non si può vedere più in là di quello che si vuole vedere.
E intanto io vedo i sottotitoli,tutte le porcherie che ci si riversava addosso,che mentre ti diverti non contano,che con indifferenza magari le puoi far volare via,ma io proprio non ci ho voglia di fare così.
 
Run,please hurry
If they come,they come
don't worry
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domenica, 10 febbraio 2008
Quanto mi piace quando succede così.
Che tu prendi e ti svegli,alle 7:30 di domenica mattina.Non che ti disturba qualcuno,non che ti senti riposato.Solo ti svegli.Io credo che a me succeda quando ci sono troppi pensieri.Nel senso che la pressione contro la scatola cranica è troppa,quindi il cervello mi sveglia e mi incoraggia a pensare a qualcosa,così da liberare qualche spazio.Forse che questi giorni ne ho proprio tanti di pensieri.
Che poi,quando sono pieno di pensieri,finisce che mi prendo male.
Che mi vien voglia di andarmene,di fare delle cose stupide,senza senso.
Questo ogni tanto non mi capisco.Tutti hanno la voglia di andar via.Di fare i master e gli erasmus e tutte le altre cose.
A me invece annoia.Se ho voglia di partire parto.
Se so che l'8 luglio quasi sicuramente sarò a combattere tra esami,mi prendo il biglietto x il concerto di Berlino dei Radiohead.
E basta.
Che porta fortuna andare ai concerti così a caso.
A caso,sia ben chiaro,nel senso che essendo così lontani non lo vivi nemmeno bene.A caso nel senso che a Milano ci vado comunque.Che son vecchio,devo farmi dei regali per tirare avanti ogni tanto...

Che solo oggi,andando a giocare a calcetto,con questo cielo azzurro che mi faceva venire mille pensieri,ascoltando i Radiohead in macchina,coi finestrini giù,come se fosse estate(anche se Radiohead non sono da estate)ho pensato che era meglio così.
Prenderlo e poi vedere.
Ogni tanto un miracolo succede.
Ogni tanto le cose lontane,lontanissime poi si avvicinano.
Che poi oggi pensavo,lì in macchina,coi finestrini giù,prima di tornare a casa a comprarmi il  biglietto,che il mondo,per come è fatto,ti porta a far ste cose.
Che l'altra sera,che sempre gli occhi bassi avevo per non incrociali coi suoi,che poi magari succede come due aquiloni che si ingarbugliano,ci si incastrano gli sguardi,e nessuno trova più quello che è suo.Ecco pensavo,cosa potresti rispondere ad uno che ti chiede "ma perchè è così bello il nuovo cd dei Radiohead?"
E tu cosa rispondi?Ridi,balbetti,nella testa ti rimbalza una frase:


 i am all the days that you choose to ignore

Ecco,non dici altro,pensi a quella frase,ti guardi il cielo azzurro,ascolti,e provi a fare questi colpi di testa,provando a svuotala,ed andare lontano,almeno dagli occhi,che se poi si ingarbugliano...


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sabato, 09 febbraio 2008
Oggi ho macinato chilometri.
Oggi sono stato il chiaro esempio di come,mandando al diavolo la geometria euclidea le rette lemmi vari ed eventuali,alle volte una linea retta non sia la distanza più breve tra due punti.
Sì,ho passato un piacevo pomeriggio,ospite del più meraviglioso lusso che Trenitalia possa offrire,su questi treni che andavano,macinavano chilometri appunto,passavano per posti che non credevo potessero aver un filo logico con il mio tragitto di ritorno...
Come dire che per andare a Berlino,passate prima da Glasgow,così,per veder che sia tutto a posto.
In realtà tutto questo è prologo,è antefatto,è contestualizzazione.
Quando sono in treno io penso.
Penso non necessariamente a cose utili,intelligenti o quant'altro.
Una volta mi era venuto da pensare che vita difficile che deve esser quella della carrozza dietro la mia...Perchè sì,sembra fare il treno di per sè una cosa lineare(almeno quanto i binari),ma anche frustrante.Perchè se poi io mi sento sempre inseguito,allora in quei casi è la carrozza dietro che mi insegue..E dicevo per l'appunto,che deve esser frustrante stare sempre lì,vedere ma non riuscire ad allungare abbastanza il braccio,passare due ore a correre,ma non ridurre la distanza.Che poi un pò ci godo di questa cosa,forse per questo non mi metto mai in ultima carrozza,ho sempre voglia di venir un pò inseguito.
Ecco,questo è il tono medio del mio ragionar nel vagone.
Aggiungiamo oggi una giornata assolata che quasi facevi fatica a dir che era febbraio(eh sì,non ci son più le mezze stagioni...e relativa sbrodolota di luoghi comuni che qui ci risparmiamo)e che in quell'oggetto un pò figlio di puttana che mi porto dietro i 65dayofstatic la facevano da padroni e in un attimo mi sono ritrovato a pensare ai vampiri.
Come dicevo prima,il filo logico è piuttosto deboluccio,non mi ci attacherei con molta fiducia.
Però pensavo a questa cosa dei vampiri.Di come sono oggi i vampiri.
Che nei film,quelli di un pò di tempo fa,quelli che forse mi guardo solo io,che mi fanno capire perchè quando mi metto sul divano con una non concludo nulla nemmeno con 2 o 3 miracoli,bè in quei film il vampiro era uno che se ne stava un pò sulle sue.
E' vero,aveva paura della luce,della aglio,ma era sopratutto una bestia solitaria.
Soffriva innanzitutto.Lui era costretto non a vivere ma a passare.A non potersi attaccare a nessuno,perchè se qualcuna gli si avvicinava troppo poi lui la mordeva,le prosciugava tutta la linfa vitale.E quindi si ritrovava continuamente a vedere il mondo cambiare,per tornare uguale,anche se alle altre persone gli sembra tutto nuovo.Insomma,il vampiro era proprio una bella figura romantica,dannato e maledetto,condannato al più grande desiderio di tutti,quello di vivere in eterno,ma di non poter avere nessuno vicino a lui.
Ecco invece mi salta in mente che oggi i vampiri son diversi.Son sempre tutti insieme,in branco,nemmeno fossero una baby gang,non hanno più molto della sofferenza sono più animaleschi.Sono tutti rumorosi anche quando muoiono colpiti dal sole.Sono decisamente più truculenti e movimentati e fracassoni direi quasi.
Ecco questo io lo pensavo,perchè mi son sempre piaciuti i vampiri vecchia maniera a me.Tutta sta socialità,sta brutalizzazione del rapporto con la vittima,questa mancanza di un pò di teatralità nel consumare il loro pasto,non mi garba per nulla.

E mi domandavo quindi,se uno si sente vecchio vampiro,in un mondo così,che vuole solo i fracassoni che girano tutti insieme,si mordono tra loro senza senso,cosa deve fare?
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venerdì, 08 febbraio 2008
Ecco dovrebbe suonare più o meno così il titolo del nuovo film di Anderson.
Non nascondiamoci,praticamente tra i miei registi preferiti.Scopri pure che la colonna sonora per questo piccolo gioiello è fatta da un certo Jhonny Greenwood,e qui mi fermo.
Fatto sta che tutto questo ben di dio,gli illustri geni che distribuiscono i film decidono che il film da noi non sarà There will be blood,che sarebbe stato troppo perfetto,non sarà nemmeno ci sarà sangue,no troppo scontato,il film sarà titolato come "Il petroliere".
Ecco,forse è proprio per questo che ultimamente me li scarico in inglese prima che escano qui in Italia,e forse è per questo che riesco a gustarmeli di più.
Ora,l'Italia si sà è paese strano,che fa sempre trovate geniali,che ha sempre il nazionalismo fatto di coppe del mondo e pizze,e in questa cosa,i titoli dei film.
Perchè sì,in tutti gli altri paesi i film generalmente escono in inglese,coi loro titoli,al più sottotitolati.
Se penso che ho visto i Simpson in inglese senza sottotitoli a Berlino mi viene da ridere che qui da noi si debba sempre dare la nostra personale interpretazione.
Perchè forse è questa la cosa più fastidiosa,che un film è un opera.Un opera nel senso che il titolo non è una cosa che viene fuori da solo.Anzi,forse è tra le parti più difficili,il dover condensare dentro a delle parole tutto il significato di ore di immagini.
Di punto in bianco però,si decide da noi che un titolo non ha "appeal" se così vogliamo definirlo.
Ecco,per questo,per il fatto che molti film vengono snaturati così dall'inizio,mi unisco a questo coro contro la traduzione dei titoli,se possibile per la diffusione dei film in lingua originale con sottotitoli.
Logicamente questa idea geniale non scaturì da me,ma da ben altri blog.
Umilmente mi unisco,vi invito ad andare a curiosare,e se a favore a farvi sentire!


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postato da: ilventoparla alle ore 22:45 | Permalink | commenti (2)
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