domenica, 30 marzo 2008
Mi dici di scrivere...con imbarazzante ritardo lo faccio..
Che forse non è solo ritardo cronico il mio,ma è più il fatto che a me queste esperienze mi si devono digerire.
Che a raccontalo così,con due parole e due foto sarebbe più facile.
Il venerdì Santo mio e di altri ragazzi è più o meno funzionato così.Il mio risveglio è stato frenetico,ma per fortuna salutare anche perchè giovedì sera non mi aveva fatto bere il mio sponsor,e in fretta e furia,con le birre nello zaino sono arrivato alla stazione di Bologna.In quell'istante mi sono trasformato in una maestra,di quelle sui 30 che portano i bimbi in gita,e ho raccolto tutti i bambini dalla stazione aspettando che la nostra autovettura arrivasse.
A questo punto pare lecito dire:"Tutto questo,perchè?"
Ecco il perchè sta nel fatto che avevamo compiti istituzionali da svolgere.Essere allegre comparse per l'allegro ragazzo morto Gabriele Salvatores,nel suo nuovo film,Come Dio comanda,dove suonavano pure i Tre allegri ragazzi morti.
Ma si sa,a me piacciono i contorni,le cose che stanno attorno...e allora sì,il viaggio assieme agli altri ragazzi morti,le stronzate senza senso apparente,questa strana sensazione a pelle di riconoscersi l'un l'altro anche se il tempo passato insieme è stato quel che è stato.
Ecco questo è stato particolare.La facilità con cui si son potute lasciare le cose in casa,prendere solo le birre e partire.Una sorta di leggerezza punk.Che poi,tu mi dici,la leggerezza è pericolosa che va a finire che uno non da peso alle cose.
Su questo hai ragione,ma per fare il rock devi esser un pò così,volatile,devi non sapere dove dormi fino alle 3 di notte,trovare quell'idiota che canticchia della sua libertà,andare con lui ubriaco,passare tempo insieme.Come finire in una canzone,come essere l'attore nel tuo film preferito...
Per me è stato così.E perchè certe cose siano così è fondamentale avere una buona ciurma dietro,che se no poi son cazzi.E allora la leggerezza di dire "o ma te disegni forte eh?" te la ricordi,forse solo per la risposta mite e ridereccia di questo omino che ti da il suo letto,il suo divano e il suo tappeto(che era stato disinfestato giusto giusto la mattina prima),"sì abbastanza".
Che credo sia quello che ci siamo messi nello zaino tutti questa cosa qui,questa attitudine alla semplicità,se poi ci ritroviamo insieme in giro per l'italia..
E allora sarà stato pure molto bianco il cielo di Pordenone,sarà stato che la vita non è sempre così,però questi spaccati,questi pezzetti io me li sono presi e messi in tasca.Che son comodi,non ruban troppo spazio.Un giorno poi sai,magari ci si ritrova tutti in altri posti,e credo potrebbe esser fantastico semplicemente ripartire da questi pezzetti,senza troppi pesi attorno.
Da questa mia mielevole e stucchevole descrizione rimando a chi dice molto meglio di me,qui qui e qui.
I nomi io poi li dimenticherò,ma ti assicuro le faccie no.
(una specie di abbraccio a chi ha deciso di imbarcarsi sulla nave,quel giorno,con me)
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giovedì, 20 marzo 2008
Sì,alle volte è un attimo,una questione di niente.
Son giorni di sole e freddo,son giorni che malgrado troppe cose da fare mi sembrano troppo corti.

Dovremmo prenderci a piccole dosi mi dici.
Ogni tanto servono overdose però se tengo conto che non ti ho visto per 23anni e rotti.

Domani si parte per questa avventura a Pordenone,a fare le comparse nel film di Salvatores,a cercare di finire nei bonus del film,a cercare di fare i cretini e divertirsi un pò.
Non credo sarà difficilissimo anzi,credo sarà anche troppo facile,che ultimamente mi è tornato il sorriso pure mentre dormo.

Che alle volte va così,ti distrai un attimo,e ti ritrovi catapultato in mezzo a queste cose così perfette e innaturali che non sai come reagire.
A me in questi momenti la parte di cervello che dice ricordati delle passate esperienze si spegne.Mi si attiva quello del bambino che per la prima volta vede certe cose,che crede a tutto.
E mi piace da impazzire questa cosa..così weightless non lo ero da tanto,e mi sembra quasi che a tenermi per  mano questa volta potremmo anche non cadere..
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domenica, 16 marzo 2008
Il post che segue è frutto di una birra,dei Nada Surf di sottofondo,della mia insonnia e di quanto sentito oggi pomeriggio.
Se per caso sei uno di quelli che quando legge certe parole gli si attivano i neuroni del bambino di due anni,che si tappa le orecchie e inizia a dire lalalalala,oppure che viene istantaneamente trasfigurato in Inquisitore del'Sant'Uffizio,puoi anche smetter di legger ora,e ti ringrazio fin d'ora di esser passato.
Oggi pomeriggio,dicevo,sono stato a sentire l'apertura della campagna elettorale del "partito" del signor Giuliano Ferrara.
Non so bene perchè sono andato.Vi erano sicuramente due principali sentimenti:
Curiosità di sentire questo pacioccone,che ero abituato a sentire sbraitare contro tutto e tutti in televisione,dal vivo.Vederlo negli occhi finchè diceva le cose.
Sgomento per quello che leggo alla mattina nei giornali.La notizia a cui mi riferisco sta a Genova,in particolare sull'indagine sugli aborti clandestini.Leggendo non ho potuto che provare questo senso di sgomento.Che non mi capita mica spesso di provare sgomento.Ma leggendo affermazioni del tipo "Volevo fare presto" mi sono un pò impressionato.

Ecco,ero curioso di sapere se lui,con tutto il suo baraccone di campagna elettorale,riusciva a spiegarmi queste cose,o per lo meno darmi una possibile chiave di lettura.
Che sia ben chiaro,non certo andare a cercare il pettegolezzo o l'iperealtà,i nomi e i cognomi delle persone coinvolte,interviste e foto.Solo capire.
Bè un pò mi ha fatto luce.Prima di tutto,dalle grida bercianti all'uscita,dai feroci insulti rivolti a signore che potevan esser mia nonna,ho capito che se non altro per il mio animo di bastian contrario ero andato nel posto giusto.
Secondo,il mondo marcia con un ottimo ritmo di perversione.
La perversione del tutto deriva da diversi fattori.In primis questa fottuta cieca fiducia nella scienza.
Oddio,apriti cielo,sì,studiando ingegneria ho a che fare con la scienza,applicata e no,tutti i santi giorni.Detto questo non ci credo io nella scienza.Non credo che una persona possa essere descritta da un numero,sia esso il saldo del suo contocorrente,il numero di dita che ha.
La perversione sta nel cercare di monetizzare,numerizzare ogni singolo parametro che si ritiene necessario,studiarne la variabilità,derivare e massimizzare.Che siano fondi o no.
Questa logica della massimizzazione viene applicata indiscriminatamente in ogni campo.Il mondo è adesso e ora,qualsiasi cosa si voglia la si deve prendere,si deve apparire,realizzarsi sopra tutto e tutti per un ora,un giorno,un mese.
Il pensiero che partecipare ad un Grande Fratello sia un motivo valido per decidere,come un paio di scarpe,di togliere la vita,mi svuota.
Non è tanto legge o no,è che forse nelle mille rivoluzioni che ci son state prima di me,si son persi qualcosa,si son dimenticati dei pezzi.
Che non è questione del numero della legge,è questione che se i valori per cui sacrificare la vita,non nostra per altro,son il piano di sopra dell'ufficio,o 10 minuti in televisione,non siamo messi bene.
Ice is growing on the wings.

Io non so come poi si possa cambiare il mondo,non mi va nemmeno di star a dire che tanto non cambia nulla,posso provare a far il mio tutti i giorni.
Però certi giorni come questo,mi vien proprio da mettermi scarpe e zaino e scappar sui monti.
Che proprio con questo mondo non mi ci sento parte.

Che poi l'ha già detto lui per me:

We have a greed, with which we have agreed...
and you think you have to want more than you need...
until you have it all, you won't be free.

Society, you're a crazy breed.
I hope you're not lonely, without me.

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martedì, 11 marzo 2008
Stasera non vedo altra alternativa che mettermi solo davanti alla tv,lontano 5 km da tutto il resto del mondo...
E sperare in qualcosa di impossibile...
E stramaledire chi non mi ha trovato il biglietto.
Forza Inter,anche se alle volte porta sfiga dirlo..
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giovedì, 06 marzo 2008
"Ti ricordi quella luce bassa?Quelle nostre ombre che nella semi oscurità erano una sola?
So che ora,non te lo ricordi.
So che non te lo potrai più ricordare,ormai si scava solo per seppellire,non per ricordare.
Come riusciamo a perdere in fretta tutto il bello che ci portavamo dietro.
Se hai premuto play,comunque,vedendomi qui,nella stessa luce forse qualcosa ricoderai.Lo spero almeno.
Almeno ci ho provato.
Lo so,dirlo così,con una serie di immagini che si muovono,con la mia voce che non esce dalla gola,forse può sembrare strano.Ma è l'unico modo in cui riesco ora.
E' anche l'unico modo con cui sono sicuro che poi ricorderai.Le immagini,le foto,sono le uniche cose per cui abbiamo un timore riverenziale.Mettiamo dentro loro tutte le nostre emozioni.
Che poi così sono più facilmente condivisibili,non sai mai che poi qualcuno non ti creda.Le foto ti danno subito un quadro di tutto.non devi perdere tempo a pensare.Che andiamo tutti così di fretta che per ricordare non c'è più tempo.
Mi viene da sorridere ai tempi in cui bastava che tu raccontassi le storie,che si raccontavano sempre diverse,sì forse mentendo qua e là,ma almeno assumevano quei contorni che le foto non hanno.
Almeno,dico,non le ascoltavi solo con le orecchie.
Ecco io vorrei un giorno raccontarla la nostra storia.La storia del nostro niente.Non avevamo mai avuto modo di definirla,che è un male.Perchè poi,quando non hai più una cosa che non ha nome,diventa impossibile andarla a cercare o ritrovare.
Semplicemente se ne va.E' senza peso,può vagare ovunque mossa dalle correnti interstellari o da qualsiasi altra ragione.
Ora io lo so che non la ritroverò mai più,in nessun luogo del mondo.
Ma ho deciso di partire ora,non per cercarla,ma solo per trovare dei modi per raccontarla.Certo,non ci saranno mai parole che si adattano alla perfezione a quei contorni così irregolari.Ma voglio poter provarci.
Ho scelto di andarmene ora,perchè sai febbraio è il mese strano per eccellenza.
Lo sai che febbraio è il mese,x le statistiche,con il maggior numero di suicidi?
Mi sono sempre chiesto il perchè.Forse perchè è un mese insicuro e la gente non vuole perder tempo con le persone o le cose insicure.
Che febbraio sai quando inizia ma non sai quando finisce.E'sempre stato così,il mese dove incastri le cose che son state di troppo durante gli anni.
E io credo di esser stato di troppo.In tutto.Per le regole del gioco,per come sono fatto,per tutto insomma.
Anche dirtelo così,dal televisore,probabilmente è di troppo.
E allora vado,giuro di me non sentirai mai più parlare.
Non avrai più mie notizie,potrai vivere finalmente senza il mio peso,e spiccare il volo per qualsiasi cosa tu voglia fare.
Forse di sfuggita,sentirai di storie,solo storie e niente più,al cui interno ci saranno,magari,pezzi che potranno sembrare tuoi.
Non arrabbiarti però.Prova a vederci dentro,prova a vedere se quell'insieme di lettere assomiglia a qualsiasi cosa.
Perchè un altra brutta qualità del niente è che puoi vederci dentro tutto.Non ti chiedo allora di vederci quello che ci vedevo io.Solamente di sforzarti,prima che la vita ti faccia vedere tutto con la stessa luce,per distinguerci qualche riflesso,chiaro o scuro che sia,in questa luce.
Io ci vedo sempre troppa luce dentro,e ogni giorno diventa di più,raggiunge livelli di purezza maggiore,come una supernova che esplode.
Per me ormai è troppo luminoso e forte per restare."

da accompagnare con Videotape-Radiohead
postato da: ilventoparla alle ore 14:33 | Permalink | commenti
categoria:storie
mercoledì, 05 marzo 2008
Your heart is a mess
Your hair are a mess
Your house is a mess

And were you find the will to smile?
postato da: ilventoparla alle ore 18:48 | Permalink | commenti
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